L’appartamento nasce da un’ex galleria d’arte, e ne porta ancora i segni: due binari a soffitto con faretti orientati verso il basso, luce bianca e uniforme, pensata per illuminare tutto allo stesso modo, efficace per uno spazio espositivo, meno per una casa.
I binari sono stati mantenuti, ma i faretti sostituiti e ridiretti punto per punto, per accendere le situazioni invece che gli spazi: alcuni sui quadri, altri sull’angolo dedicato ai vinili. Sopra il tavolo da pranzo, una lampada a braccio snodabile illumina la tavola e si sposta per liberare la parete quando la stanza diventa sala proiezioni.
Accanto alla poltroncina di lettura, la Parentesi dà luce mirata e regolabile.
In un secondo angolo lettura, una Taccia offre la stessa funzione con un carattere più scultoreo.
Il risultato è una casa che conserva la memoria del suo passato espositivo, ma parla ora un linguaggio domestico, con una luce capace di adattarsi ai momenti e alle diverse vite dello spazio.